Samhain
SAMHAIN
Intorno
a noi regna il silenzio.
Il
buio ci avvolge.
È
luna nuova e solo pallide stelle si affacciano nel cielo, la notte
ideale per “loro” o almeno, è quello che ricordo.
Dopo
aver legato i nostri cavalli, furtivamente ci addentriamo nel bosco,
attenti a non calpestare rami secchi, accorti a non fare il minimo
rumore per non rivelare la nostra presenza.
Raggiunto
il luogo dove avrebbe dovuto tenersi la cerimonia, ognuno prende
posizione in attesa degli eventi.
L'umidità
comincia a penetrarmi nelle ossa mentre l'odore dell'erba e della
terra bagnata, mi riempie le narici.
Spero
con tutto me stesso che sia un'indicazione falsa quella comunicataci
stamattina.
So
per certo che l'ambasciatore di quella infausta nuova è mosso da
invidia e gelosia, forse anche da odio generato dai vari rifiuti alle
sue proposte di corteggiamento verso di lei.
La
vuole a tutti i costi e se non può averla lui, nessuno può averla.
Niente lo fermerà e, a peggiorare le cose, un fondo di verità è
presente nell'informazione che ci ha fornito.
Forse
Isabella Swan non è una strega ma sicuramente le sue conoscenze
portano gli ignoranti a crederlo.
Ed
io? Cosa credo io?
Sono
cosciente della sue arti curative, sono consapevole che ciò non è
dovuto da un suo patto o legame con il diavolo ma dallo studio delle
erbe e dei loro effetti, dall'osservare la natura senza interferire,
dal profondo rispetto che ha per essa e per ogni forma di vita,
dall'intensa percezione che ha degli eventi passati, presenti e
purtroppo anche futuri.
Per
lei ogni cosa ha il suo perché e ogni cosa è così facile da
“leggere” nei segni che la vita ci invia.
Mi
domando se avrà “letto” gli avvenimenti di stanotte.
Sicuramente,
ma non gli darà ascolto.
Uno
spirito libero come lei non si fermerà, eserciterà il suo diritto
di celebrare la vita, di celebrare il passaggio all'autunno, di
ringraziare per i doni ricevuti dalla terra.
Ed
è per il suo spirito indomito, per il suo amore incondizionato, per
la sua fierezza e integrezza che giorno dopo giorno ho imparato ad
amarla.
Chissà
se sa anche questo, se sa che la amo.
Se
sono qui ora nel mio ruolo ufficiale è solo per proteggerla, è solo
per evitare il peggio o almeno è quello che desidero.
Uno
scalpitio mi desta dai pensieri.
Vedo
il gruppo di fanciulle prendere posto nella radura dopo aver acceso
un fuoco al centro.
Le
vedo togliersi la mantella e scoprire le loro nudità mentre iniziano
la loro danza accompagnata da parole a me incomprensibili.
In
un attimo vedo i miei compagni muoversi, interrompere la cerimonia e
cercare di catturare quelle che secondo loro e le comuni credenze
siano streghe.
Nel
caos creatosi, individuo il mio amore e fulmineo la trascino via
dalla radura, non senza subire la sua opposizione.
Con
il mio intero corpo l'appoggio sul tronco di un albero poco distante,
con una mano le blocco la bocca, con l'altra le fermo la testa mentre
le sussurro all'orecchio:
“Ti
prego, non muoverti. Non ti voglio far del male e non voglio
arrestarti. Voglio solo che tu non venga presa.”, lentamente sento
la sua resistenza scemare.
“So
che vuoi aiutare le tue compagne, so che non avete colpe ma so anche
che le guardie sono troppe e per loro adorate il demonio. Non posso
salvare tutte... Ti prego fatti salvare, non voglio vederti
affrontare le torture e l'inquisizione. Non lo sopporterei. Ti
prego.”.
Sento
che gira il volto verso di me, mi scosto dal suo orecchio e i nostri
occhi s'incastrano.
Lei
mi studia, io l'ammiro finalmente da vicino e continuo a
rassicurarla.
“So
che stavate festeggiando il vecchio Samhain ma la gente ha perso le
antiche usanze e ha paura di ciò che non conosce preferendo
additarvi come streghe.”, la sento tremare a quella parola e
stringere la presa sul mio polso con le piccole mani.
“Le
tue amiche alla fine si salveranno se diranno la verità... ma tu...
Isabella, tu rischi troppo.”, al suono del suo nome mi guarda
cercando di capire se mi conosce.
“In
molti vogliono vederti morta per un motivo o per un altro. Conosco
le tue arti ma so che non sei una delle amanti di Satana. Ti prego,
fatti salvare, ti prego... ora ti libero ma non urlare, non farci
scoprire e, non scappare da me... potrei essere la tua unica
salvezza. Fidati di me.”, sento le sue mani abbandonarmi e farmi un
leggero cenno del capo in senso affermativo.
Dopo
averla osservata attentamente, con tutta calma mi scosto dal suo
corpo e le libero la bocca.
Non
fa in tempo a coprirsi con le braccia che già le porgo il mio
mantello che accetta e indossa.
“Allontaniamoci
da qui.”, le dico offrendogli la mano.
Quello
che sento non è la sua mano nella mia ma un dolore lancinante al
fianco. Abbassando gli occhi vedo una spada che mi trapassa da parte
a parte.
“Cullen!
Lo sapevo che non ci si poteva fidare di te. Per fortuna ti ho tenuto
d'occhio.”, dice il mio aggressore mentre sfila la spada dalle mie
carni per darmi il colpo di grazia.
Lo
sguardo terrorizzato di Isabella mi ricorda che sono qui per salvare
lei, la mia Bella e voltandomi inizio a combattere il mio nemico, il
nostro nemico, avendo la meglio.
Le
tendo di nuovo la mano ma ancora una volta non sento prendermela e
intorno a me si fa tutto nero...
Mi
sento bruciare, mi sento rinfrescare.
Sento
mani amorevoli che mi toccano, che mi causano dolore e poi mi donano
sollievo.
Sento
parole in lontananza, a volte le comprendo altre volte mi sembrano
dette in una lingua sconosciuta.
Ma
la voce che le pronuncia mi fa sentire amato, di un amore avvolgente
che mi protegge.
Sento
mille emozioni e sensazioni pervadermi, a cui non so dare spiegazioni
fino a quando non riapro gli occhi inconsapevole di averli chiusi.
“Ben
tornato tra i vivi.”, mi ritrovo davanti la mia amata intenta a
rinfrescarmi la fronte.
Cerco
di alzarmi da quello che sembra un giaciglio di fortuna ma un dolore
al fianco mi mozza il respiro.
“Ti
prego, stai giù, non vorrei che si riaprisse la ferita.”, le sue
mani sul mio torace nudo. Un tocco inaspettato e piacevole, la guardo
e obbedisco ridistendendomi.
“C'è
voluto molto per curarla e chiuderla.”, continua sorridendomi e
riprendendo a rinfrescarmi la fronte.
“Da
quanto...”,
“Cinque
giorni.”, notando il mio viso stupito inizia a raccontarmi ciò che
mi sono perso da quando ho perso conoscenza ad oggi.
Ha
aspettato che tutto finisse e che le guardie si allontanassero,
trovando il mio cavallo non molto distante da dove eravamo, ha
costruito una semplice barella per trasportarmi in questa grotta
immersa nel bosco e nascosta da una cascata, dove lei a volte si
ripara quando vuole stare da sola con madre natura.
Ha
cercato le erbe giuste per medicarmi, fortunatamente la lama nemica
non ha colpito organi vitali, i primi giorni ha temuto il peggio poi
lentamente ho iniziato a migliorare.
Mi
ha riscaldato quando avevo freddo, mi ha rinfrescato quando avevo
caldo, mi ha lavato e ha cercato di nutrirmi, mi ha confortato nel
delirio e nel tormento della febbre.
“Grazie
per esserti presa cura di me.”.
“Sono
io che ringrazio te, se non impedivi la mia cattura non avrei potuto
farlo.”, si prende del tempo per guardarmi, per studiarmi, “Perché
lo hai fatto? Chi sei e perché hai voluto salvarmi?”.
Ecco
ora cosa rispondevo? Cosa avrei potuto dirle? Che ero innamorato di
lei anche se non ci eravamo mai conosciuti? O forse già lo sapeva
visto le sue capacità?
“Ma
prima che ne dici di rimetterti in forze e mangiare qualcosa?”,
interrompe il mio silenzio e il mio imbarazzo.
“Sì,
volentieri.”.
Mi
aiuta a saziarmi con la zuppa di erbe che aveva preparato, poi,
mentre mangia anche lei, mi viene naturale raccontarle di me e
rispondere così alle sue domande.
Io,
Edward Cullen, figlio di Esme e Carlisle Cullen, conosco le arti che
pratica poiché anche mia madre le esercitava supportata da mio
padre.
Venne
arrestata mentre io e mio padre eravamo nel bosco per cercare le erbe
che le servivano per i suoi decotti, i suoi infusi, i suoi unguenti,
le sue pomate, le sue pozioni...
Sulla
strada del ritorno, del fumo si alzava dall'area di casa nostra, una
volta raggiunta era in fiamme, volevo entrare per salvare mia madre
ma mio padre capì che era stata presa e portata via.
Prima
di lasciarmi per cercare di salvarla mi fece promettere, in caso non
fossero tornati, di non vendicarli, di lasciare la nostra città per
stabilirmi in una nuova dove avrei dovuto mettermi a servizio del
regnante e soprattutto di non praticare mai le arti antiche.
Non
ne capivo il motivo ma promisi.
Da
lontano seguii il loro processo, ogni giorno che passava vedevo dei
segni in più sul loro corpo dovuti alle torture, fino a quando non
furono accusati di stregoneria e bruciati vivi.
Con
la morte nel cuore intrapresi il mio viaggio verso la nuova meta
sconosciuta e mantenni la promessa fatta a mio padre entrando a far
parte delle guardie del signore della nuova città.
Con
il verificarsi dei primi casi di stregoneria, capii il senso della
promessa fatta, potevo aiutare persone accusate ingiustamente stando
all'interno e non combattendo apertamente il mio “nemico”.
Mi
faccio coraggio e le racconto della prima volta che l'ho vista, di
come avevo imparato a conoscerla da lontano ma anche di come avevo
riconosciuto l'antica arte che esercitava, di come il suo nome veniva
fuori ogni volta che si discuteva un “caso”, di come
Black, il medico del paese, ultimamente l'additava come una adepta di
Satana.
“È
Black che vi ha avvertiti?”.
“Sì.”,
vedo i suoi occhi divampare dalla rabbia. “So che ti ha denunciato
solo per vendicarsi dei tuoi rifiuti ma è anche vero che tu sei una
guaritrice.”
“O
ciò che chiamano strega.”.
“Non
potevo rischiare che ti arrestassero.”.
“Perché?”.
“Lo
sai il perché, sono certo che tu lo sappia e se così non fosse non
credo che ciò che ti ho detto nella radura dia adito a dubbi.”, i
miei occhi fissano i suoi e in entrambi non c'è traccia di
incertezza.
“Sì,
devo dire che come dichiarazione, anche se velata, non è dubitabile.
È
anche vero che ho percepito l'arrivo di chi da tempo attendo e...”,
si interrompe.
“E?”,
la esorto.
“E...
mi ero accorta di te, mentre tu mi conoscevi da lontano io conoscevo
te.”.
“E?”.
“Ed
è ora di dormire. Buonanotte Edward.”.
“Notte
Bella.”.
“Bella?”,
la mia unica risposta fu un occhiolino e un sorriso malizioso che ne
fece nascere un altro sulle sue labbra.
I
giorni passavano e io mi rimettevo in forze. Avevo iniziato a
camminare, la ferita si era rimarginata del tutto, ogni giorno le mie
passeggiate erano più lunghe e al mio fianco avevo Isabella. Il
nostro rapporto si approfondiva, imparavamo a conoscerci, a
rispettarci e alla fine ad amarci.
Sì
ad amarci e a decidere di vivere la nostra vita insieme lontano da
quei luoghi dove l'amore per madre natura, la conoscenza, veniva
scambiata per eresia e se un posto così non esisteva era arrivato il
momento di crearlo.
FINE
Nota
autrice:
Per questa
OS di Halloween ho voluto basarmi sul significato originale di questa
festa o almeno uno di questi.
Halloween ha
origini antichissime rintracciabili in Irlanda, quando era dominata
dai Celti. Halloween corrisponde infatti a Samhain, il capodanno
celtico. Per i Celti l'anno nuovo non cominciava il 1° gennaio,
bensì il 1° novembre, quando terminava ufficialmente la stagione
calda ed iniziava la stagione delle tenebre e del freddo, il tempo in
cui ci si chiudeva in casa per molti mesi, riparandosi dal freddo,
costruendo utensili e trascorrendo le serate a raccontare storie e
leggende.
Il passaggio
dall'estate all'inverno e dal vecchio al nuovo anno veniva celebrato
con lunghi festeggiamenti, lo Samhain, che deriverebbe dal gaelico
samhuinn e significa “summer's end”, fine dell'estate.


Storia molto dolce e appassionante, mi ha ricordato il mio adorato Outlander nelle atmosfere. Brava!
RispondiEliminaStoria dolce con atmosfere dark. Perfetta per festeggiare Halloween! Ottima l'idea di Edward di aiutare dall'interno mi è piaciuta tantissimo! Brava!
RispondiEliminaBella, intensa e molto dolce. Sei stata brava a creare un mini-mini racconto dando sfumature magiche a quell'accenno di leggende che tutti, anche inconsapevolmente, conosciamo.
RispondiEliminaLa nota a piè di pagina è esplicativa e necessaria. Beh, almeno per me che non conoscevo il significato del tuo titolo.
Brava!
-Sparv-
Storia dolce e appassionata, che si lascia leggere tutto d'un fiato. Interessante questo Edward che vuole salvare la sua Bella e che condivide con lei la passione per le arti "magiche". Brava, e grazie per aver condiviso questa storia con noi
RispondiEliminaStoria molto carina.
RispondiEliminaMolto bello il fatto che cerchi di salvare Bella rischiando la sua vita.
Proprio in stile Halloween.
Bella storia con un Edward che fa l'eroe come piace a me ehehe ;-)
RispondiEliminaIl finale invece, non so, mi lascia perplessa perchè ho la sensazione che tu lo abbia scritto di fretta e forse avre voluto un finale più chiaro ecco.
Molto utile la nota finale che spiega il signficato del titolo della storia.
Complimenti perchè il mio voto va a te. Brava!!
Bella questa storia, mi è piaciuta tanto. Essendo il punto di vista esclusivamente di Edward ho avvertito Bella leggermente "debole" come personaggio però è comprensibilissimo visto la brevità della storia.
RispondiEliminaIl finale... io sono riuscita a cannarlo con una os ben più lunga di questa e con molto più tempo a disposizione di quanto ne abbia avuto tu, quindi non ho intenzione di lamentarmi :D
Complimenti e grazie
Il mio voto va a questa storia. Paola Pellegrini.
RispondiEliminaIl mio voto va a questa storia. Paola Pellegrini.
RispondiEliminaFinalmente un pochino di romanticismo anche ad halloween! Storia dolce e piacevole.
RispondiEliminaIl mio voto va a te. Brava!
RispondiEliminaComplimenti. È una storia molto romantica e ben scritta. Mi ha ricordato molto le atmosfere di Outlander ma senza esserne la copia. Brava
RispondiEliminaStoria molto gradevole, amore, antiche tradizioni e sogni condivisi, cosa volere di più?!
RispondiEliminaBrava!
Georgia
Sono capitata per caso in questo blog e sono stata colpita dalle bellissime storie! Brave
RispondiEliminaLa storia è super bellissimo e molto andata al tema hallowen. Il mio voto va a te :-)
RispondiEliminaMolto bella questa storia, complimenti! Hai mantenuto intatto il senso della festa e hai acceso una speranza nel periodo buio in cui sono ambientate le vicende. Complimenti ancora.
RispondiElimina