Il nuovo giocattolo
Il Nuovo Giocattolo
Nota dell’autrice
Attenzione: Questa storia contiene scene di violenza e
potrebbe urtare la vostra sensibilità. Non adatto a persone troppo suscettibili.
La prima cosa di cui mi
rendo conto quando apro gli occhi, è il freddo glaciale che provo. Batto i
denti e sono scossa dai brividi.
Passo le mani sulle braccia nude
nel tentativo di scaldarmi mentre mi guardo attorno confusa. Mi trovo in una
stanza in pietra, simile a una grotta o alle segrete di un castello. È
piuttosto buio, l’ambiente è rischiarato solo da alcune piccole torce che
ardono appese alle pareti.
«Finalmente ti sei
svegliata». Mi volto di scatto verso la provenienza del timido sussurro, e mi
trovo davanti una ragazza che ha più o meno la mia età.
«Chi sei? Dove mi trovo?» Le
chiedo spaventata.
«Mi chiamo Jessica, e siamo
nelle segrete del castello dei Conti Whitlock…»
La guardo confusa, poi vengo
attratta da alcuni movimenti alle sue spalle. Assottiglio lo sguardo e scorgo
altre tre ragazze che, come Jessica, indossano una semplice sottoveste bianca,
che copre loro a malapena il sedere. Sono tutte molto pallide, ma non so se è
solo un effetto dell’oscurità. Si avvicinano con passi lenti e incerti, e mi
accorgo che una di loro, la più esile, è sorretta da un’altra in quanto
zoppica. Quando sono più vicine, mi rendo conto che sui loro corpi sono ben
visibili alcuni lividi vecchi e altri più recenti, e delle strane ferite.
«Cosa vi è successo? Perché
siamo qui?» Un senso di angoscia mi travolge e non riesco più a trattenere le
lacrime che scivolano lungo le mie guance, cadendo sul petto. Mi accorgo che
anche io, come loro, indosso la stessa sottoveste.
«Siamo giocattoli…» mormora
la ragazza più esile.
«Gio… Giocattoli? In che
senso?» chiedo.
Jessica mi appoggia una mano
sul braccio con fare consolatorio. «Non si sa come, i conti Whitlock hanno
catturato una bestia… un mostro… di cui si servono come fosse un sicario per
far sparire i loro avversari. E noi veniamo rapite e portate qui appositamente
per non farlo annoiare. Dobbiamo farlo divertire… e soddisfarlo…» tentenna.
«Soddisfarlo…?» la sprono a
continuare col panico nella voce, mentre un’oscura sensazione di terrore cresce
dentro il mio petto.
«Soddisfare i suoi desideri.
Le sue voglie…» mormora un’altra ragazza coi dei grossi lividi sulle braccia e
una di quelle strane ferite al collo. Sembra… sembra un morso molto profondo.
Le guardo attonita e
sconvolta, e la loro rassegnazione mi mette i brividi.
«Dobbiamo scappare! Dobbiamo
trovare il modo di andar via di qui!» urlo.
Jessica fa una risatina
isterica. «Non si può scappare da qui! E chi ci ha provato è stato catturato e
ti posso assicurare che la sofferenza che ha causato loro quella bestia è stata
atroce. Ho assistito alla morte di due di esse, ed è stato tremendo!».
Restiamo alcuni minuti in un
silenzio carico di tormento, finché si sentono dei passi e un allegro
fischiettare, che in questa atmosfera fa ancora più rabbrividire.
«Sta arrivando!» esclama la
ragazza esile, poi scoppia a piangere affondando il viso tra le mani.
Anche le altre ragazze
iniziano a tremare e a piangere sommessamente e si stringono attorno a me, come
un branco di gazzelle che cerca riparo l’una accanto a all’altra.
«Ricorda! Non farlo
arrabbiare, o sarà peggio per te!» sussurra Jessica.
Il fischiettio si interrompe
e, dopo uno sferragliare di catene degno delle migliori storie di fantasmi, la
pesante porta si apre con un cigolio.
Appare una figura alta e
slanciata, che cammina lentamente venendo avanti.
Il suo passo è lento e
misurato e, quando è a un paio di metri da noi, entra nel cerchio di luce della
torcia e riesco finalmente a vederlo.
Non so neppure io cosa mi
aspettassi quando le ragazze parlavano di “mostro” e “bestia”, ma di sicuro non
il bellissimo ragazzo che ho di fronte.
I suoi capelli sono biondo
scuro e la carnagione pallida, la fronte è alta e spaziosa, le labbra rosse e
piene, la linea della mandibola è affilata e definita. Indossa una camicia
bianca, lasciata aperta sul petto glabro e un paio di jeans scuri e strappati.
Quello che mi lascia sconvolta, però, sono i suoi occhi di un incredibile rosso
rubino.
«Bene, bene, bene, con chi
giochiamo, oggi?» mormora con voce suadente e bellissima, fermo davanti a noi a
fissarci. Mentre ci guarda una a una, il suo corpo è immobile, sembra
addirittura che non respiri. Si passa la lingua sulle labbra e alza lievemente
il viso, poi lo sento inalare profondamente. «Mmmh… che profumo delizioso.
Finalmente quell’idiota di Jasper si è degnato di procurarmi del cibo degno di
nota…».
Le ragazze attorno a me
tirano un lieve sospiro che sa di sollievo, e di conseguenza io sento montare
il panico.
La Bestia ci gira attorno
con passo pigro e rilassato, e per un attimo mi sembra di vedere una scena di
caccia, come se un lupo crudele stesse puntando un timido e innocente agnello.
Non riesco a distogliere lo
sguardo dal bellissimo viso dell’individuo di fronte a noi, e mi accorgo che
anche lui mi fissa. I suoi occhi brillano di desiderio mentre fa scorrere la
lingua sui denti inferiori, in un’espressione magnetica e crudele.
All’improvviso mi sento
travolgere, sollevare e stringere in una morsa che mi blocca il respiro e, con
un tonfo, mi ritrovo con la schiena contro il muro. La Bestia, di fronte a me,
mi tiene una mano gelida sulla gola, mentre con l’altra mi accarezza la coscia
salendo lentamente.
«Ho giusto un paio di
appetiti da soddisfare» mormora, fissandomi negli occhi con i suoi, così
inquietanti da bloccarmi il cuore nel petto. Sono terrorizzata, ma allo stesso
tempo attratta da lui, dal suo bellissimo viso, dalla sua voce e dall’odore
della sua pelle.
Un ringhio cupo gli sale dal
centro del petto e, mentre si sporge in avanti sfiorandomi il collo con la
punta del naso, preme il corpo contro il mio e subito mi sento gelare. La
Bestia è dura e fredda come una statua di marmo. La sua mano mi volta bruscamente
il viso verso destra, e i suoi denti mi graffiano la pelle sensibile del collo.
«Spero di riuscire a
fermarmi, perché vorrei riuscire a cibarmi di te più di una volta…» mormora con
quella voce talmente soave da non poter essere di questo mondo.
«Ti prego, non farmi del
male…» supplico.
Scoppia in una risata. «E
allora, che gusto ci sarebbe?» percepisco il suo sorriso subito prima di
provare un dolore lancinante al collo. Il suo corpo gelido mi preme addosso e
cerco di gridare, mentre sento le forze abbandonarmi, risucchiate dal mostro di
fronte a me, e tutto diventa buio.
***
Mi sento scuotere e apro gli
occhi, poi arretro istintivamente convinta di essere ancora tra le braccia del
mostro.
«Tranquilla, tranquilla sono
io, Jessica».
La riconosco e il mio cuore
riprende a battere, anche se terrorizzato. Jessica ha dei lividi sul viso che
prima non aveva, con del sangue secco sotto il naso e sul labbro.
«Che cosa ti è successo?».
«Lui voleva sapere il tuo
nome, e quando nessuna di noi ha saputo rispondere, si è arrabbiato molto».
Guardo meglio anche le altre
ragazze, portano tutte sul viso e sul corpo i segni recenti della sua furia. Mi
si riempiono gli occhi di lacrime e le poso una mano sulla guancia, facendola
sussultare.
«Mi dispiace molto. Mi
chiamo Bella» mormoro sconsolata.
Anche le altre ragazze
dicono i loro nomi, la ragazza più esile si chiama Angela, mentre le due
ragazze bionde sono Tania e Irina.
«Tornerà presto» continua
Jessica, «ti ha fatto portare il pranzo. Vuole che ti mantieni in forma».
Jessica fa scivolare verso di me un vassoio e, una volta sollevato il
coperchio, vedo che contiene una bistecca al sangue e un bicchiere di vino
rosso.
Il mio stomaco brontola e mi
rendo conto che non ricordo neppure l’ultima volta che ho mangiato. Affamata taglio
un grosso pezzo dalla bistecca ficcandomelo in bocca, e solo mentre mastico avidamente
mi accorgo dello sguardo famelico delle altre ragazze.
«E voi? Non avete mangiato?»
chiedo.
«Oggi non ancora. Forse dopo»
risponde Tania, avvilita.
«Non gli importa se
rimaniamo in salute, tanto se dovessimo morire troverebbero senza problemi
qualcun'altra. Invece tu sei diversa per lui. Da quello che ho capito, il tuo
sangue è speciale, gli piace molto».
A queste parole, mi torna in
mente l’atroce sofferenza che ho provato prima di perdere i sensi e mi tasto il
collo, sobbalzando per il dolore appena trovo la ferita. Ritraggo le dita e le
ritrovo sporche di sangue.
«Lui è…» non trovo il
coraggio di finire la frase, ma ci pensa Irina.
«Un vampiro. Sì. Si ciba di
sangue umano, e gode nell’infierire dolore».
Come se si fosse sentito
chiamato in causa, la Bestia fa la sua comparsa. Sentiamo la serratura
sferragliare e, pochi istanti dopo, cammina verso di noi.
Improvvisamente me lo trovo
di fronte e urlo sorpresa, come tutte le altre. Ha percorso più di dieci metri
in un battito di ciglia.
«Ma petite fleur» sussurra con voce melodiosa mettendomi una mano
sotto al mento per farmi alzare lo sguardo fino a incrociare il suo, così
crudele. Apre la bocca per parlare, ma subito si ferma e alza il capo,
annusando l’aria. «Scusami un istante». Il tempo di un battito di ciglia ed è
davanti ad Angela, che sobbalza terrorizzata. Irina, che la sosteneva, scatta
lontano da loro.
La Bestia prende delicatamente
una mano di Angela, sollevandola davanti agli occhi. Scorre con lo sguardo
lungo l’arto, tracciando un leggero percorso con la punta di un dito, fino a
una ferita sulla parte alta del braccio. Angela trema visibilmente, e nessuna
di noi osa fiatare.
«Mmmhh… è infetta» mormora,
pensieroso. «Se non viene curata potresti morire, e sarebbe una morte lunga e
dolorosa…». Le lascia la mano e, con incredibile lentezza, fa scorrere la punta
delle dita lungo le sue braccia nude, fino ad appoggiargliele delicatamente
sulle guance. «E noi non vogliamo che accada, vero?».
Angela ci mette un po’ a
rispondere, troppo terrorizzata per rendersi conto che si sta riferendo a lei,
poi scuote delicatamente la testa piena di riccioli scuri, e mormora un timido
«No».
Il vampiro si volta verso di
noi, «E voi non volete che accada, vero?» chiede a voce molto più alta.
«No!» rispondiamo in coro,
tremanti e terrorizzate.
«Bene» mormora, e un sorriso
gli si allarga sulle labbra incredibilmente rosse poi, con un gesto così repentino
che sfugge ai nostri occhi, con un colpo secco ruota la testa di Angela di centoottanta
gradi. Quasi non ci rendiamo conto del suono di ramoscelli spezzati che abbiamo
sentito, finché la Bestia toglie le mani e il corpo della povera Angela si accascia
esanime sul freddo pavimento in pietra.
Urliamo terrorizzate e
scioccate, incapaci di muoverci, impietrite dall’orrore a cui abbiamo assistito
impotenti.
«Torniamo a noi» I suoi
occhi sono di nuovo, improvvisamente, di fronte a me e io scatto indietro
urlando sorpresa.
Rischio di cadere dal misero
pagliericcio su cui mi trovo, ma lui mi afferra prima che accada. Il mio cuore
batte come un tamburo a festa e, credo di essere sul punto di scoprire se si
può davvero morire di paura.
Si siede molto vicino a me e
si sporge in avanti. Istintivamente scivolo indietro e, senza nemmeno
accorgermene, me lo ritrovo sopra. Gemo e cerco di spingerlo indietro, ma è
come cercare di spostare una montagna.
«Dove eravamo rimasti, ma petite fleur? Dunque…» Si appoggia la
punta dell’indice sul mento assumendo un’espressione pensierosa. «Se non
sbaglio, prima che mi distraessi, stavo per dirti quanto ho apprezzato il suo
sapore, ieri. Hai il sangue più dolce che io abbia mai assaggiato in
ottant’anni. Non ho mai creduto che un simile sapore potesse esistere. Se lo
avessi saputo, sarei venuto a cercarti molto prima. Avrei rastrellato il
pianeta, per te, per trovarti». La sua voce è invitante, morbida, e scivola sul
mio corpo come velluto.
Si avvicina ancora, sembra
sul punto di baciarmi, poi mi gira il volto verso destra e fa scorrere la
lingua lungo il mio collo. Bloccata tra lui e il mio giaciglio tremo come una
foglia e serro gli occhi per tentare di proteggermi dall’orrore. Posa le labbra
gelide sulla ferita che accarezza languidamente con la lingua, poi prende a
succhiare piano. Capisco che sta suggendo alcune gocce del mio sangue dalla
ferita che ha riaperto. Lo sento gemere deliziato e prego che sia tutto qui,
che si accontenti di questo. Ma lui appoggia una mano sulla mia coscia e sale
lentamente.
«Oh, sei così calda» mormora
succhiando ancora mentre io, istintivamente, chiudo le gambe.
Emette una risatina
divertita, poi si alza e si mette meglio sopra di me, infilando un ginocchio
tra le mie.
«Ho altri appetiti da
soddisfare…» sussurra al mio orecchio con un tono che sembra di scuse, prima di
prendere il lobo tra le labbra. Inizio a singhiozzare, mentre la sua mano
scivola verso l’interno coscia e sfiora il mio sesso, facendomi sussultare. Un
dito gelido si fa strada dentro di me mentre infila l’altra gamba tra le mie,
aprendole ancora di più. Disgustata gli appoggio le mani sul petto e spingo
indietro, ma questo lo fa solo sorridere. Mi solleva la sottoveste scoprendo la
mia nudità, poi le sue mani scorrono sopra il tessuto leggero fino ai miei
seni, che stringe.
«Mmmhh… voi umane siete così
morbide e calde…» Senza alcuno sforzo strappa il tessuto leggero, denudandomi
del tutto. Mi copro con le mani, implorandolo, ma lui sorride ancora e riprende
a succhiare dalla mia ferita, questa volta con più forza, facendomi più male.
Poi la sua bocca scende lungo la clavicola e ancora più giù, sul seno. Prende
il capezzolo tra i denti e, per un attimo, ho il terrore che me lo strappi via.
Invece si sposta un po’ e affonda i denti affilati come rasoi sulla carne
morbida del seno. Urlo con tutto il fiato che ho in gola, ma la sua unica
risposta è un ringhio disumano che mi zittisce all’istante. Succhia ancora un
po’, poi si stacca sollevando il busto. Piango e non riesco a trattenere un
urlo di terrore quando mi accorgo che ha ancora un rivolo di sangue che gli
cola dall’angolo della bocca. Lui sorride e lo raccoglie col dito che si mette
in bocca e succhia deliziato.
«Non ne voglio sprecare nemmeno
una goccia». Con orrore, mi accorgo che i suoi occhi hanno lo stesso colore
scarlatto del mio sangue, «Ma ti avviso che non so se la prossima volta saprò
fermarmi. Resistere all’incredibile frenesia che mi trasmetti, è davvero
difficile».
Continuo a singhiozzare
quando mi accorgo che si slaccia i pantaloni. Cerco di scivolare indietro, ma
lui emette una risata roca e mi afferra un fianco. Il suo sesso è grosso e
svetta lungo e dritto e, il pensiero di quello che sta per farmi, mi fa
rabbrividire spaventata.
La Bestia si sporge in
avanti spingendomi giù e, un attimo dopo, sento un qualcosa squarciarmi. Non
riesco a trattenere le urla di dolore mentre si muove bruscamente sopra di me,
lo sento uscire e rientrare con forza, spingendosi ogni volta più in fondo.
Cerco di respingerlo
prendendolo a pugni e afferrandolo per i capelli, ma l’unico risultato che
ottengo è quello di farlo ridere ancora e di farmi bloccare le mani sopra la
testa.
«Sei come un piccolo insetto
fastidioso» geme divertito mentre con la mano libera mi sculaccia una coscia e
poi mi stringe così forte il seno ferito da far fuoriuscire il sangue, che
succhia avidamente.
Si mette sulle ginocchia,
raddrizza il busto e guarda in basso, dove il suo sesso entra prepotentemente
nel mio.
«Oh, guarda. Sono il primo
fortunato a farti conoscere l’amore».
Il suo sorriso si allarga in una risata divertita, poi ritorna serio. «Ma ora
basta giochetti, fatti scopare per bene». Mi solleva le gambe portandosele sui
fianchi e subito sento i suoi affondi farsi più bruschi e violenti e il suo
sesso arrivare più in profondità.
«Cazzo, sì! Ora si ragiona…»
mormora deliziato chiudendo gli occhi.
Io piango ancora e serro gli
occhi, cercando di tenere fuori dalla mente tutto l’orrore che sto subendo. Il
vampiro mi volta bruscamente la testa verso destra e riprende a succhiare il
mio sangue dalla ferita sul collo. Apro gli occhi per un istante, e l’unica
cosa che vedo sono quelli senza vita della povera Angela, immobile a terra.
Sento cambiare il ritmo degli
affondi e i gemiti della Bestia si fanno più intensi, finché butta la testa
indietro e capisco che sta riversando in me il suo orgasmo.
Finalmente
è finita, penso, finalmente
mi lascerà stare, se ne andrà, e mi lascio uscire un piccolo sospiro di sollievo,
che dura giusto un attimo, finché lui non affonda nuovamente i denti nella
carne del mio collo, aprendola come burro e iniziando a succhiare.
Sento la vita sfuggirmi da
sotto le dita e d’istinto gli artiglio le spalle. Cerco di fuggire da lui, di allontanarlo
da me.
Voglio vivere, non sono
pronta a morire, non oggi, non qui, non adesso. Ma non riesco a scalfire la sua
candida pelle di granito e chiudo ancora gli occhi, cercando dentro di me la
forza e la vita, ma tutto quello che sento sono i gemiti di piacere del vampiro.


Che orrore! In senso "buono", eh?! Un vero racconto macabro, scritto davvero bene. Brava.
RispondiEliminaMooolto Dark e moooolto horror! Edward cattivo come un vampiro di altri tempi che vede gli umani solo come giocattoli e cibo non lo avevo mai trovato nelle FF che ho letto e quindi mi ha piacevolmente colpita! Adesso però aspetto il seguito!! Voglio leggere anche della morte di Jessica! ahahaha! Brava!
RispondiEliminaWow è molto bella. Scritta bene e ti attrae continuare a leggere fino alla fine.
RispondiEliminaEdward cattivo è raro ma ci stava benissimo qui.
Storia molto intensa.
Amo Edward in tutte le sue sfaccettature, ma per questo qui desidero ardentemente che muoia tra le più atroci sofferenze. Magari a cazzo dritto, così sarebbe bbbbbellissimo. ahahahahhahah! Brava, Bella storia, crudele e da puro horror. Ha un che di indefinito e vorrei anche il secondo capitolo. Dove magari si accorge di essersi innamorato e crepa nel dolore - inflitto da Bella, ovviamente. Oh sì! Muahahhaahahah! (risata da horror)
RispondiElimina-Sparv-
Finalmente una storia di Halloween, con un po' di horror e un Edward vampiro e cattivo. Brava!
RispondiEliminaHo riletto le storie e reputo che questo Edward è il più Halloweenesco (o come si scrive) e quindi il mio voto va a questa storia! Brava!
RispondiEliminaBella la storia ma fatico molto a vedere Edward "cattivo"(mi riesce molto meglio con Bella).Comunque intensa!
RispondiEliminaAccipicchia!
RispondiEliminaOltre a leggerlo l'ho anche "visto" tutta la sequenza.
Complimenti.
Viene fuori un Edward feroce e crudele, dominato dagli istinti.
Non me lo aspettavo, quindi il mio voto va a chi lo ha immaginato così
Il mio voto va a questa storia.....anche se un tantino cruenta!
RispondiEliminaIl mio voto va a questa storia il nuovo giocattolo
RispondiEliminaMolto molto cupa questa storia!! Mi è piaciuta un sacco! Ho visto l'intero film. Complimenti
RispondiEliminaConcordo con Consu...ho visto il film, da brivido, vivido, atroce. Un Edward così non l'avevo mai incontrato, vampiro, inumano, solitamente con Bella cambia e invece qui no. Crudo. Cattivo.
RispondiEliminaBravissima perfettamente in tema con la notte da brividi!
Georgia
Horror puro, cattiveria pura, stronzaggine pura, atmosfera dark pura...
RispondiEliminaAnche questa storia mi è piaciuta tantissimo. Edward vorrei vederlo patire sofferenze molto molto intense (o sofferenza pura se preferisci) e quindi imploro per un micro seguito o lungo, non mi formalizzo.
Complimenti e grazie.
Wow! Horror e crudeltà pura! Questo vampiro è malvagio quanto affascinante! Spero proprio di leggere il seguito dove lo si vede soffrire quanto soffrono questi poveri “giocattoli”! Bravissima
RispondiEliminaLa mia preferita è questa! Ho ancora i brividi!
RispondiEliminaSono schifata dalla storia e dai commenti delle altre lettrici che provano piacere di simile violenza sulle donne. Il fatto che sia una storia horror non è una giustificazione.
RispondiElimina